Le Difficoltà di Apprendimento

In questi ultimi anni sempre più spesso si sente parlare di ‘Disturbi Specifici di Apprendimento’, i DSA.  Nella mia lunga esperienza di supervisione psicopedagogica nelle scuole ho potuto sperimentare in realtà quanto molti bambini o ragazzi non siano diagnosticabili come DSA; piuttosto sembrano semplicemente avere delle Difficoltà di Apprendimento.

E’ bene sapere che generalmente la percentuale di casi diagnosticabili come DSA è molto bassa (3 o 4%). Sappiamo grazie ai molti studi sviluppatisi recentemente che i disturbi specifici di apprendimento (dislessia, disgrafia, disortografia, disturbo specifico della compitazione, discalculia, ) derivano da un diverso modo di funzionare di alcune parti del cervello, trasmissibili geneticamente. Infatti molti bambini con diagnosi di DSA hanno anche un genitore che a sua lo è. Ciò significa che il restante 96-97% dei bambini o ragazzini che manifesta difficoltà scolastiche, quindi difficoltà di apprendimento, non ha disfunzioni organiche quanto piuttosto un disagio di tipo emotivo-affettivo. Non dimentichiamo naturalmente che i bambini affetti da DSA soffrono anche loro a causa della mancanza di comprensione da parte degli adulti, come è chiaramente osservabile dal fimato tratto dal film “Stelle sulla terra”. Ciò dimostra che in ogni caso, DSA e non, spesso si incorre nell’errore del giudizio a causa del quale non riusciamo a comprendere, quindi ad aiutare chi è in difficoltà.

E’ sempre stato così, dalla notte dei tempi i bambini che prima venivano erroneamente giudicati “pigri” o “asinelli” non erano altro che bambini bisognosi di attenzioni rispetto ad un qualche disagio che generalmente non trova altro modo di manifestarsi se non nel fare quotidiano. Ciò deriva dal fatto che il bambino, non avendo una maturità cognitiva, linguistica e affettiva, esprime i suoi conflitti interiori, i suoi disagi, paure e fantasie attraverso i comportamenti. Lo si può capire meglio ad esempio nell’espressione di un disegno (ad es.un disegno tutto nero rivela una forte ansia) o nel gioco (ad esempio un bambino che sente vaccillare la solidità del legame tra i suoi genitori che si stanno separando magari farà ripetutamente lo stesso gioco, legare con un filo o una corda dei personaggi giocattoli).

Anche a scuola i bambini portano i loro disagi e lo esprimono allo stesso modo. Ad esempio se il bambino è reduce dalla separazione conflittuale dei genitori probabilmente avrà difficoltà con il calcolo della divisione; oppure i bambini che hanno difficoltà con lo studio della storia forse hanno difficoltà a ‘raccontarsi la loro storia’. Naturalmente vale anche il contrario, ovvero quando invece hanno avuto esperienze positive tenderanno a riproporle e a ricercarle. Mi viene in mente ad esempio il piacere della lettura che nasce quando si è molto piccoli, quando si apprende attraverso il piacere del suono della voce dell’adulto che si prende cura del bambino.

Dall’esigenza di molti insegnanti e famiglie di ‘comprendere per aiutare a star meglio a scuola’ nasce un team plurispecialistico costituito dalla Dr.ssa Teresa Ingarozza, psicoterapeuta, dalla Dr.ssa Silvia Rubino, pedagogista clinica e dal maestro di scuola primaria, il Dr. Fabrizio Scozzaro il cui obiettivo è di aiutare i bambini in difficoltà, i loro genitori e gli insegnanti.

☎ 3292177934

@ email: teresa.ingarozza@gmail.com

Studio: Via Napione 23 bis (To)

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